BAR, RISTORANTI, STABILIMENTI BALNEARI, QUALE FUTURO ?

Nella foto il rinomato Lungomare di Siderno (RC) – Aristide Bava, SIDERNO: Sulle possibili aperture previste per il 18 maggio in seno agli imprenditori della Locride esistono molte incertezze. I titolari dei Bar, e soprattutto dei ristoranti, non nascondono le loro perplessità. Le primre avvisaglie si erano registrate in occasione della “libertà” concessa dalla ordinanza della Presidente della Regione Jole Santelli, poi revocata a causa del ricorso fatto dal Ministro Boccia. In quella occasione quasi nessuno aveva riaperto ; un pò perchè l’ordinanza Santelli aveva trovato tutti impreparati ma soprattutto perchè le misure restrittive andavano a vanificare, di fatto, gli sforzi da fare per garantire l’attività lavorativa.

Adesso gli imprenditori devono fare i conti con le nuove imposizioni che impongono tra le altre cose una distanzazione che, in particolare ai ristoranti, consentirà poco margine di manovra. C’è anche da fare i conti con la scarsa voglia della gente di frequentare i locali nelle condizioni richieste e, poi, c’è ancora in molti – è bene dirlo – il timore di possibili frequentazioni a rischio. Se, dunque, sono in molti ad avvertire la necessità di “ripartire” perchè il disastro economico è dietro la porta c’è anche tanta gente convinta che non è ancora tempo di riprendere la “vita normale” e che ha bisogno di iniezioni di sicurezza, per se e per gli altri.

In questo contesto gli stessi imprenditori turistici, e particolarmente quelli balneari si trovano tra l’incudine e il martello e non sanno ancora come si devono comportare. Gli spazi a disposizione sono quelli che sono e molti giudicano le prescrizioni, almeno quelle che circolano attualmente, molto ristrettive. Gli aiuti dello Stato rimangono ancora sulla carta e la carenza di liquidità gioca la sua parte. La stessa stagione turistica si presenta con molti punti interrogativi e la maggior parte di questi imprenditori preferisce attendere ancora, prima di mettere mano alle proprie strutture, per vedere quali effettivamente saranno le imposizioni a cui saranno soggetti. Ma c’è anche il pericolo che i ritardi “brucino” parte della stagione e, allora, il grosso interrogativo è riaprire o non riaprire?

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