Conte: “Ponte sullo Stretto? Anche sottomarino, ma prima alta velocità”

PONTE SULLO STRETTO – Il ponte sullo stretto di Messina? “Dobbiamo pensare, quando si realizzeranno le condizioni, a un miracolo di ingegneria, dovrà essere una struttura ecosostenibile, leggera, assolutamente compatibile con il territorio, tutelare l’ambiente e nel caso, perché no, essere anche una struttura sottomarina. Ci stiamo pensando, tutte le ipotesi sono aperte, ma lo faremo a tempo debito”. Ma prima, avverte Conte, deve essere realizzata l’alta velocità: “Non posso dire ‘faremo il Ponte’ – ha spiegato ancora -, prima dobbiamo realizzare l’alta velocità di rete fino a Reggio Calabria e poi in tutta la Sicilia, ma sicuramente dobbiamo porci il problema di questo collegamento. Nel mondo ci sono miracoli di ingegneria, ne abbiamo realizzato uno che tutto il mondo ci sta invidiando, è a Genova, un ponte aperto che si libra sul mare”.

SUD – Che il governo, anche con il decreto legge agosto, privilegi gli interventi al Sud è “una sciocchezza”, ha continuato il premier, spiegando che la decontribuzione sarà “strutturale”, ma “è una misura di riequilibrio” che nel tempo andrà ridotta. “Se riparte il Sud, riparte l’Italia”.

UE – Con il piano di rilancio per l’utilizzo dei fondi Ue “vogliamo sorprendere l’Europa e correre come gli altri Paesi”, ha affermato Conte. “Abbiamo fatto un grande sforzo per la tenuta del sistema produttivo e sociale e i dati Istat degli ultimi mesi segnalano che c’è una ripresa in Italia più significativa di quella che era attesa, per alcuni aspetti migliore rispetto a quella di Paesi come Germania, Francia e Spagna. Siamo ancora all’inizio, non è ancora un dato che può avere un valore sistemico, però – sottolinea Conte – preservare il tessuto produttivo e l’impianto occupazionale significa che si può correre prima e più velocemente e molte delle misure adottate hanno anche un grande impato in prospettiva, sono anche investimenti”.

CORONAVIRUS – “Istituire una commissione di inchiesta” sulla gestione dell’emergenza coronavirus “è una prerogativa del Parlamento. Quindi il Parlamento farà le proprie valutazioni, di solito le commissioni di inchiesta si fanno quando termina l’emergenza”, ha aggiunto Conte. “Non abbiamo la palla di vetro sulla nuova ondata” di covid, “non lo possiamo prevedere, mi par di capire che neppure gli scienziati lo possono prevedere. Quel che sta in noi è rispettare queste minime regole precauzionali”, ha spiegato. “Speriamo” entro l’anno di avere il vaccino contro il coronavirus, che “non penso” debba essere “obbligatorio”, ha aggiunto il premier.

“In questi giorni c’è un dibattito” sul lockdown. Tra il 7 e l’8 marzo, di fronte “ai trasferimenti significativi da Nord a Sud, gli elementi di valutazione nel giro di poche ore sono cambiati notevolmente. Con il concorso della richiesta di tutti i presidente di Regione, abbiamo ritenuto che fosse prioritario mettere in sicurezza il Sud, che significava mettere in sicurezza il Paese”, ha affermato il presidente del Consiglio.

“Non avremmo mai potuto – ha aggiunto il premier – affrontare contemporaneamente la situazione pandemica che avevamo drammatica al Nord anche al Sud. Abbiamo messo in sicurezza il Paese, se devo rispondere di questo sono orgoglioso di averlo fatto”.

Nella gestione dell’emergenza coronavirus “ha funzionato molto il dialogo tra governo nazionale e governo territoriale, è stata la chiave del modello italiano. Ha funzionato perché – ha spiegato Conte – le persone e i rappresentanti delle istituzioni hanno messo da parte polemiche e hanno dialogato costantemente. Non è garantito che questo possa avvenire anche per il futuro, quindi qualche accorgimento in più andrebbe preso, ma a tempo debito”. (fonte adnkronos.com)

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