Furto in casa di Gerry Longo, ex concorrente non vedente del GF: “Mi hanno rubato tutto”

Ricordiamo che Gerry, originario della della fascia ionica reggina ha iniziato la sua “carriera” radiofonica nella nostra radio negli anni 90, ancora oggi è presente nel nostro palinsesto ogni Giovedì e la Domenica con il suo programma “HASTA LA VISTA”.

Queste le parole (rilasciate a ilmessaggero.it) di Gerry, dopo lo shock che ha vissuto:

«Mi hanno rubato tutto: i gettoni d’oro vinti al Grande fratello, la televisione, pure le protesi oculari. E non contenti si sono bevuti un caffè e un succo di frutta. Abbiamo perso la dignità, non mi sento protetto da niente e da nessuno». Gerry Longo è un misto di rabbia e tristezza. L’ex concorrente del reality show, il primo non vedente nella storia a entrare nella casa, mercoledì scorso ha subìto un furto nella sua abitazione, a Roma, zona Giulio Agricola. E’ stato uno choc, come lo è per tutti quando qualcuno di entra dentro l’appartamento. Per lui di più: «Quando una persona non vede, il mondo fuori casa ti appare ostile: gli ostacoli, i trasporti, non hai il controllo dell’ambiente esterno. Invece la casa è un guscio, un nido, la tua zona protetta. Invece, tornando dalla Calabria dove ero stato 2 giorni per trovare mia madre che era stata operata, ho vissuto questa terribile esperienza: la porta l’avevo chiusa bene, è blindata ma nel mio palazzo non ci sono telecamere. Nessuno ha visto e sentito nulla. Mi hanno portato via tutto, camminavo sopra le mie cose. Una sensazione assurda. Ho fatto denuncia ai carabinieri. Tra l’altro i ladri sono riusciti a prelevare con le carte, non so come abbiano trovato i codici. Penso mi seguissero da tempo. Il danno totale è di 10.000 euro circa, non mi vergogno a dirlo. Solo i gettoni valevano 3.200 euro circa, li avevo tenuti come ricordo affettivo». Ora c’è solo un vuoto, nel cuore. Gerry parla apertamente: «Io sono originario della Calabria ma vivo a Roma da 22 anni: credo che con la scusa del Covid, che ci sia la crisi, la gente sia disposta a calpestare la dignità di tutti. Mi sento umiliato, vivo in un contesto poco sicuro. Manca la solidarietà. Già immagino dire “eh ma rubano a tutti perché a te no?”. Io non mi sono mai pianto addosso, vivo da solo e lavoro nel pubblico impiego. Collaboro con una radio, infatti sono anche addolorato perché mi hanno portato due pc che utilizzavo per il programma, più un altro di lavoro. Io non faccio vita sociale, non do feste in casa, non sono sui social, insomma qui in casa non viene quasi mai nessuno. Faccio un appello, sarà impossibile: magari potessi recuperare qualcosa che mi avete rubato. Preferivo un furto in strada, vi davo i soldi e basta. Invece sto ancora toccando casa, cercando di capire cosa mi hanno preso».

Michele Macri

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