Leonardo da Vinci, 500 anni fa la morte

fonte: yahoo

Cinquecento anni fa la morte di Leonardo da Vinci. Tante le celebrazioni e gli eventi in occasione della ricorrenza.

“A cinquecento anni dalla scomparsa di Leonardo da Vinci (2 maggio 1519), molti sono ancora i misteri da svelare legati a uno dei protagonisti del Rinascimento italiano e della storia dell’umanità”, scrive padre Gianfranco Pani nel fascicolo in uscita sabato. “I campi in cui ha rivelato la sua genialità sono pressoché infiniti. Leonardo fu pittore, scultore, filosofo, disegnatore, scrittore e soprattutto scienziato: matematico, ottico, architetto, ingegnere, fisico, geologo, geografo, botanico. Condusse pure, tra i primi, ricerche in campo anatomico e disegnò un insieme di dispositivi utili e avveniristici che spaziano dallo scafandro alle macchine per volare, dal sommergibile alle navi speronatrici, dall’acciarino per dar fuoco alle polveri al girarrosto a vento, dal carrarmato alle strutture per respingere le scale d’assalto alle mura delle città, dalle catapulte alle bombarde; sapeva suonare la lira e fece perfino alcune composizioni musicali. Leonardo è davvero un genio del mondo moderno, l’uomo della sintesi e dell’unità del sapere, appunto un ‘omo universale’, ma anche l”uomo dell’analisi’, dell’approfondimento rigoroso e sistematico, che studia l’intima relazione tra l’essere umano, la natura e il cosmo”.

In particolare, intorno al celebre dipinto della Giocona “si muovono da secoli documenti, studi, interpretazioni che non sono riusciti a chiarire non soltanto l’identità del personaggio (era davvero Monna Lisa, la moglie del mercante fiorentino Francesco del Giocondo, come afferma il Vasari?), ma nemmeno una data certa di inizio del quadro”, scrive il gesuita. “Leonardo vi ha lavorato tutta la vita, e nel capolavoro si può intravedere la sua poetica pittorica, tanto che il quadro è stato definito ‘il vertice dell’arte di Leonardo’ ed è divenuto il modello ideale della ritrattistica seguente. Sullo sfondo appare un paesaggio che non è né reale né fantastico, ma l’immagine di una natura da cui emerge la bellezza della donna. La luce che nasce da quella atmosfera sembra investire e abbracciare la Gioconda. Interrogare il mistero del sorriso non serve a capire i sentimenti del suo animo, eppure la donna esprime la gioia della propria vita interiore e della bellezza, in armonia con la natura che l’avvolge e il cosmo che la circonda: rappresenta la pienezza di una vita compiuta in una gioia intima che coinvolge anche lo spettatore. E’ la novità sorprendente della Gioconda: chi la guarda sembra entrare in relazione con lei; l’espressione della donna è viva, non è fissata in modo definitivo, e lei pare reagire, modificarsi, interloquire misteriosamente con chi la sta ammirando”.