LOCRIDE, PERCHE’ NON SFRUTTARE IL TURISMO ARCHEOLOGICO ?

Aristide Bava, SIDERNO – Archeologia e turismo, è un binomio che calza a pennello con il territorio della Locride e che specie in questo periodo di dopo coronavirus dovrebbe essere preso in seria considerazione perchè potrebbe dare un impulso in piu’ al turismo balneare. E un settore d’altra parte che sul territorio esprime grandi potenzialità anche se continua ad essere sottovalutato, Questa parte del territorio della provincia reggina annovera al suo interno siti di straordinario interesse, due Musei, quello di Locri e di Monasterace che contengono reperti di indubbia importanza storica, resti antichi sparsi in molti angoli del territorio , il Musaba di Mammola, struttura artistica all’avanguardia che , già in altri tempi, piaccia o non piaccia, ha richiamato l’attenzione internazionale. Ed ancora una miriade di strutture di notevole pregio sparpagliate nei suoi tanti borghi antichi.

Un patrimonio immenso che, però, non riesce ad assolvere quello che dovrebbe essere il suo compito principale, ovvero richiamare flussi continui di turisti. Possiamo parlare ad esempio della stupenda Villa Romana di Contrada Palazzi di Casignana, sito accostato, per importanza, a quello di Villa Armerina oppure del Naniglio di Gioiosa Jonica, una piccola oasi di bellezza purtroppo trascurata. Ma queste sono solo le punte di diamante di un grosso potenziale che abbonda su tutto il territorio e che si allarga nei borghi antichi. Pur ammettendo che negli ultimi trent’anni la situazione è nettamente migliorata -basti pensare ai notevoli passi avanti fatti dal Museo di Locri e dalal Villa Romana di Casignana – grazie anche ad un necessario cambio di mentalità che si è sviluppato sul territorio sotto l’impulso degli esperti del settore con in primo luogo la Direttrice del Museo, Rossella Agostino che si è battuta per “aprire” al pubblico le grandi testimonianze del passato, resta ancora l’amaro in bocca per quello che di piu’ si potrebbe fare e che ancora non si fa per incrementare in modo adeguato, a fini turistici, questo settore. Il territorio, infatti, è ancora molto lontano dalla possibilità che questo grande patrimonio diventi grande attrattore di pubblico.

Di quel pubblico, per intenderci, che decida di arrivare nella Locride proprio perchè attratto dalla necessità di visitare questo immenso patrimonio archeologico. Ecco la necessità che si lavori ad una maggiore promozione , sotto questo aspetto, del territorio, magari offrendo un possibile percorso turistico ad hoc che tenga conto proprio delle notevoli presenze archeologiche. Sarebbe un bel momento trainante perchè poi andrebbe ad aiutare anche il resto del potenziale turistico. E’ fuori di dubbio che il territorio della Locride è anche una terra di straordinaria bellezza che presenta invidiabili panorami favoriti, dalla sua disomogeneità territoriale e ambientale ; è anche zona dove si possono gustare prodotti enogastronomici di prima qualità ed è territorio capace di offrire folklore e accoglienza di prim’ordine. In un momento delicato come quello che stiamo vivendo e durante il quale il potenziale turista è alla ricerca di “novità” sfruttare queste potenzialità potrebbe significare anche portare economia e lavoro. Perchè, dunque, non lavorare in questa direzione ?

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