Natale Amato: “L’INCENDIO DELL’IMPIANTO DI CONTRADA SAN LEO SERVA COME MONITO PER IL FUTURO”

Aristide Bava, SIDERNO – Passato il Santo, finita la festa e tutto come prima ? E’ l’interrogativo che si pone Natale Amato ambientalista sidernese dopo quella che definisce “la drammatica esperienza dell’incendio devastante al Tmb di contrada San Leo” – Il suo ( giusto) auspicio è che la situazione col passare del tempo, non cada nel dimenticatoio e “possa essere invece un’occasione per il cambiamento dei nostri dissennati stili di vita”. Un invito corale ad affrontare una situazione che si sta trascinando, in sede locale, da molto tempo e che ha arrecato alla cittadinanza numerosi problemi. “La nube tossica ci ha fatto capire – dice – che, quello che davamo per scontato ovvero l’aria, è un bene prezioso da preservare”. Natale Amato non si ferma solamente all’impianto di contrada San Leo ma invita finanche i cittadini a finirla , ad esempio, “di fare avanti e indietro convulsamente sul lungomare con le macchine; facciamo qualche metro in più a piedi – ammonisce – per accompagnare i nostri figli a scuola; spegniamo i motori nell’attesa ai passeggi a livello e ai semafori; non bruciamo le sterpaglie dei giardini nelle albe d’estate”. C’è anche un invito ai “nuovi amministratori comunali ” affinche ” si occupino della realizzazione di vere isole pedonali sul lungomare e di fronte agli ingressi delle scuole” e soprattutto la necessità “che gli accessi alle fiumare vengano interdetti e chiusi, per non dare la possibilità di farle diventare delle discariche dove periodicamente vengono bruciati rifiuti di ogni genere”. Ovviamente l’invito più importante è legato all’impianto dei rifiuti : ” Pretendiamo – dice – che nell’impianto venga conferito un tonnellaggio conforme al carico di lavoro del biofiltro anche per consentire a noi e ai nostri figli di vivere aria più respirabile, non incorrendo però – ammonisce- nell’errore di credere che la responsabilità sia solamente degli altri”. Come dargli torto ?

Michele Macri

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