SIDERNO: DIGA, DOPO TANTI ANNI QUALCOSA SI MUOVE …

SIDERNO: DIGA, DOPO TANTI ANNI QUALCOSA SI MUOVE …

Articolo di Aristide Bava – Diga sul Lordo, dopo più di otto anni dalla sua chiusura, qualcosa si muove . Attualmente è in fase di approntamento la redazione di un progetto definitivo (che deve essere consegnato entro 60 giorni dalla firma del contratto, già avvenuta a fine mese di maggio 2021) per il suo ripristino . Entro fine luglio, dunque, si potrà avere questo progetto e subito dopo l’acquisizione dei relativi pareri dai vari enti interessati in 30 giorni il gruppo di progettisti dovrà consegnare il progetto esecutivo-cantierabile per mandarlo in gara. Se le cose andranno per il verso giusto saranno i lavori inizieranno subito dopo e con molta probabilità in un periodo variabile dai 30 ai 36 mesi la diga sarà riempita. E la grossa novità che ci comunica direttamente il Commissario straordinario del Consorzio di Bonifica dell’ Alto Ionio reggino, Pasquale Brizzi, che sin dai primi giorni del suo insediamento ha iniziato, seppure – precisa – tra mille difficoltà organizzative della macchina burocratica-amministrativa, un certosino lavoro per non perdere i finanziamenti sull’intervento della diga. “Da circa un anno – dice Pasquale Brizzi – presso la SUAP della città metropolitana di Reggio Calabria giaceva la procedura per l’aggiudicazione della progettazione. Ho sollecitato la conclusione dell’iter e in pochissimi mesi siamo riusciti a far firmare il contratto al gruppo di professionisti aggiudicatari ed a dare inizio alla prima fase quella della progettazione. Rimane nel proseguo del mio secondo semestre commissariare l’impegno di seguire e sollecitare la conclusione della fase progettuale e successivamente iniziare la procedura per l’appalto dei lavori”.

Pasquale Brizzi non nasconde l’importanza del ripristino della Diga di contrada Pantaleo ” Sono lavori importanti – precisa – non solo per Siderno ma per tutto il comprensorio della Locride non solo per uno sviluppo dell’uso irriguo della diga ma anche per motivazioni ambientali e turistiche di un luogo incantevole che potrebbe dare anche importanti ricadute occupazionali e di sviluppo dell’ ente consorzio”. E sarebbe ora ! Ricostruiamo, in sintesi, la vicenda per come risulta dagli atti. In data 26 febbraio 2013, nel corso della attività di sorveglianza Ministeriale era stata rilevata la presenza di una lesione orizzontale a sviluppo circolare all’interno del pozzo di accesso alla camera di manovra delle paratoie dello scarico di fondo della diga , a una profondità stimata di circa 15 metri al di sotto del piano campagna. A seguito dell’evento l’Ufficio tecnico per le dighe prescriveva una prima limitazione di invaso fino a quota 70,00 m s.l.m. e successivamente – visto il progredire dei fenomeni deformativi – revocava l’autorizzazione all’invaso sperimentale prescrivendo lo svuotamento del serbatoio “dato il concreto rischio di collasso della struttura del pozzo e della conseguente impossibilità di regolare i livelli di invaso e restituire a valle le portate in ingresso al serbatoio”. Il progredire dei fenomeni deformativi, osservabili macroscopicamente a vista e misurabili mediante una speditiva strumentazione di misura all’uopo installata, è continuato fino a oggi, presentando segni di evoluzione significativa. Ad oggi tali movimenti vengono rilevati mediante clinometri e fessurimetri installati all’interno del pozzo. Il Concessionario, ovvero il Consorzio di Bonifiuca di Caulonia, ha prodotto un primo progetto preliminare di messa in sicurezza del pozzo di accesso alla camera di manovra nel maggio 2015, con la proposta di un intervento di sistemazione del pozzo e di un piano delle indagini. A seguito delle osservazioni ministeriali, il Consorzio nel 2016 ha trasmesso lo “Studio di fattibilità del progetto per la messa in sicurezza del pozzo di accesso alla camera di manovra e per gli interventi di ripristino della corretta funzionalità dell’invaso”. Il Ministero in sede istruttoria ha ritenuto necessaria e preclusiva la redazione di un progetto complessivo mirato sia alla messa in sicurezza delle opere, sia alla stabilizzazione del versante. A seguito dell’attività e delle numerose richieste il Consorzio di Bonifica Alto Jonio Reggino è stato ammesso al finanziamento del FSC – Fondo di sviluppo e coesione 2014-2020 per un importo di euro 3.500.000,00 ( Delibera CIPE N.54/2016) e successivamente è stato ammesso al finanziamento di un secondo addendum pari a 6.220.000,00 euro con Delibera CIPE n 12/2018. A novembre del 2019 il Concessionario ha presentato il progetto di fattibilità tecnica ed economica “Interventi di messa in sicurezza del pozzo di accesso alla camera di manovra delle paratoie e di ripristino della corretta funzionalità dell’invaso” nell’ambito degli interventi previsti dal Programma operativo infrastrutture – Fondo di sviluppo e coesione 2014-2020 (FSC). Intanto erano state intraprese le seguenti attività “al fine di avere lo studio completo del versante da utilizzare in fase di progettazione”: 1) Elaborazione di immagini radar mediante la tecnica interferometria A-DInsSAR per il monitoraggio della sezione di sbarramento e del versante della diga, attraverso la convenzione con l’agenzia spaziale italiana. 2) Rilievo topografico con Drone e laser scanner delle strutture complementari alla diga e del versante in destra idraulica. 3) Redazione del piano delle indagini che è stato avviato nel marzo 2020 e si è concluso a Novembre dello stesso anno; Nell’agosto del 2020 è stato pubblicato il bando da parte della SUAM per l’affidamento della progettazione definitiva ed esecutiva, procedura conclusa, come già detto, nel mese di Maggio 2021.

Durante tutto questo lungo periodo sono state molteplici i solleciti per il ripristino dell’invaso ed è giusto dare merito a Pasquale Brizzi che, dopo il suo insediamento alla guida del Consorzio si è subito interessato del problema e lo ha seguito direttamente. Adesso si attende il via alla conclusione dell’iter e l’inizio dei lavori. Visto i precedenti resta, in ogni caso, la remora di S. Tommaso, vedere per credere.

Michele Macri

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