Smart working, un ‘diritto’ per chi ha figli sotto i 14 anni

Questa misura si rivela necessaria dal momento che le scuole di ogni ordine e grado non apriranno prima di settembre, fattore che mette in serie difficoltà i genitori che sono tornati al lavoro dal 18 maggio 2020.

Durata e condizioni delle prestazioni lavorative svolte a casa devono essere stabilite tramite un accordo interno con l’azienda (in adempimento agli obblighi informativi previsti dalla legge n. 81 del 22 maggio 2017, articoli da 18 a 23) e il dipendente può avvalersi di mezzi propri o di quelli messi a disposizione dal datore.

L’azienda datrice dovrà poi comunicare le generalità di chi usufruisce dello smart working e la durata della richiesta al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali tramite form online.

Il diritto a lavorare da casa per chi ha figli piccoli minori di 14 anni

è subordinato a una condizione: nello stesso nucleo familiare non deve risultare un altro genitore beneficiario di misure a sostegno del reddito per sospensione/cessazione dell’attività lavorativa (ad esempio cassa integrazione e disoccupazione). Infatti i due benefici non sono cumulabili.

Il diritto al lavoro agile non è l’unica misura contenuta nel Dl Rilancio a sostegno delle famiglie: si accompagna al congedo parentale straordinario, prolungato per ulteriori 15 giorni e retribuito al 50%, al bonus baby-sitter (che sale a 1200 euro e può essere chiesto anche per pagare i centri estivi) e ulteriori 12 giorni di assenza per chi ha una persona disabile a carico (in applicazione della Legge 104). (fonte adnkronos.com)

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.