Ucraina – Russia, Draghi: «Per ora nessun segnale di de-escalation, pronti a ogni eventualità»

IL PREMIER: ‘Io presto a Mosca, obiettivo summit Putin-Zelesnky’

Per Draghi è essenziale, in questo momento, “riaffermare la nostra unità”, visto che “questo è forse il fattore che ha più colpito la Russia”. Inizialmente “ci si poteva aspettare che essendo così diversi avremmo preso posizioni diverse, invece nel corso di tutti questi mesi non abbiamo fatto altro che diventare sempre più uniti – ha continuato il presidente del Consiglio – Uniti tantissimi Paesi, non solo l’Occidente, perché ci sono Paesi Nato che non vi appartengono”. Quindi “il dispiegamento di questa unità già di per sé è qualcosa di importante”.

Oltre a rimanere uniti, sia in Europa che nell’Alleanza atlantica, nei confronti della Russia “occorre mantenere la nostra strategia di deterrenza ferma, in questo momento. Essere fermi, non mostrare debolezze“. “Il terzo punto – prosegue Draghi – è che occorre dire chiaramente, fin dall’inizio, che non possiamo rinunciare a quelli che sono i principi fondanti dell’Alleanza atlantica. Insieme a tutto ciò, occorre mantenere il dialogo il più possibile aperto“.

“Per il momento episodi di de escalation sul terreno non si sono visti”.

Lo ha detto il premier Mario Draghi al termine del consiglio Ue informale sulla crisi ucraina.

Michele Macri

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